GROTTA PAGLICCI: 3 MILIARDI DI VECCHIE LIRE IN FUMO – IL SITO E’ UN BENE DELL’UMANITA’ E VA SALVAGUARDATORISCHIANO DI TORNARE A CASA I FONDI PIS DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO – I DANNI DEL COMMISSARIAMENTO DELLA RISERVA NATURALE ORA SI FANNO SENTIRE – APPELLO DEL COORDINAMENTO AMICI DI PAGLICCI AL PRESIDENTE GIANDIEGO GATTA: “FACCIAMO TUTTO IL POSSIBILE PER RIMEDIARE AGLI ERRORI DI ALTRI” – TUTTO CIO’ MENTRE SI ATTENDE ANCORA L’APERTURA DEL MUSEO IN PAESE E LA GROTTA RISCHIA DI CROLLARE.
RIGNANO GARGANICO (FOGGIA). Quello che si temeva ora è realtà. Circa tre miliardi di vecchie lire destinati dall’Unione Europea e dalla Regione Puglia alla valorizzazione del giacimento paleolitico di Grotta Paglicci rischiano di ritornare al mittente e con essi i sogni e le speranze di sviluppo di giovani volontari e imprenditori del più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, Rignano Garganico, che da tempo soffre di un decremento demografico senza precedenti e di una emigrazione “forzata” delle sue più giovani e promettenti menti. La notizia, anche se ancora ufficiosa, gira nei palazzi della politica da ormai un paio di settimane ed è arrivata nelle stanze del Coordinamento Amici di Paglicci, il sodalizio che da anni si batte per la salvaguardia e la pubblicizzazione del sito preistorico più importante d’Europa. A quanto pare non ci sarebbero più i tempi tecnici per iniziare e ultimare i lavori finanziati con due progetti Pis da 750.000 euro cadauni, nonostante la proroga ottenuta dalla Regione. Tutto ciò per la lentezza estrema della burocrazia, per un commissariamento inutile del Parco (Ente titolare e gestore diretto dei fondi), voluto dall’ex-ministro On. Alfonso Pecoraro Scanio, che finora ha portato solo danni e rallentamenti ai Pis, e per il pressappochismo e l’inconsistenza della politica garganica nella sua visione più ampia.
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Il Coordinamento lancia a tal proposito un accorato appello al presidente dell’Ente, l’avvocato Giandiego Gatta, perché si faccia interprete delle esigenze dei locali, come ha più volte fatto in passato. Il sodalizio scrive, inoltre, al presidente del consiglio dei ministri On. Silvio Berlusconi, al ministro dei beni culturali Sen. Sandro Bondi, al Ministro dell’Ambiente On. Stefania Prestigiacomo, ai deputati, ai senatori, ai consiglieri regionali e provinciali della Capitanata e della Puglia, perché diano risposte celeri e avviino un’indagine conoscitiva sul caso. Nei prossimi giorni, intanto, assemblea sull’argomento organizzata dal Coordinamento. Si parlerà degli 1,5 milioni di euro che rischiano di ritornare a casa, di un museo che stenta ancora ad essere aperto e dello stato di degrado in cui versa la grotta, che rischia il crollo di una parte consistente dell’antico Riparo Esterno. Va ricordato che a Grotta Paglicci, grazie agli scavi condotti magistralmente dagli archeologi dell’Università degli Studi di Siena in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia sono stati portati alla luce in 40 anni di scavi oltre 45.000 reperti (con datazioni che oscillano tra i 500.000 e gli 11.000 anni da oggi, dal Paleolitico Inferiore a quello Superiore, passando per il Medio), molti dei quali hanno cambiato la storia della preistoria conosciuta e meno nota. Il sito è un bene dell’umanità e va salvaguardato!Per saperne di più su Grotta Paglicci: www.paglicci.net - info@paglicci.net
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Rignano Garganico, 04 ottobre 2008
Coordinamento Amici di Paglicci
www.paglicci.net - info@paglicci.net

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