lunedì 15 settembre 2008

LUIGI DI CLAUDIO SCOMPARVE NEL NULLA DURANTE LA 2A GUERRA MONDIALE

di Angelo Del Vecchio

RIGNANO GARGANICO. La storia di Luigi Di Claudio, nato a Rignano Garganico nel 1911, è tra le più travagliate della Seconda Guerra Mondiale. Coniugato con Giuseppina Lonero (1913-1979), partì giovanissimo per difendere la Patria sul fronte Greco. Le sue tracce si perdono nei pressi di Rodi Egeo (precisamente a Kos). Ferito, forse è deceduto i una infermeria amica o, non è escluso, deportato in qualche campo di concentramento sul fronte Est. In un verbale dell'Esercito Italiano datato 23 marzo 1951, Di Claudio risulta "disperso nell'Egeo... per eventi di guerra" nel settembre del 1943. L'ultima lettera scritta alla consorte risale ad un paio di mesi prima. Nella missiva, Luigi si diceva felice per aver visto la foto dell'unico figlio, Matteo, nato nel 1939 e del nipotino Tonino, nato un anno dopo. Raccontava di stare bene, ma di essere indispettito dal fatto di vederla molto graziosa, coperta da un cappotto nero (poi si scoprì prestato appositamente per la posa), che non poteva aver comprato in pochi anni di guerra. Di Claudio informava, comunque, che sul fronte le cose non andavano male e che lui stava bene. Dopo questa missiva il buio più totale e anni di ricerca per giungere al nulla assoluto. Un commilitone scrisse a Giuseppina qualche anno più tardi per sapere notizie di Luigi, nella speranza che anche lui fosse tornato illeso dalla guerra. La sua "ultima volta" a Rignano risale al marzo 1940, quando lo scomparso venne a visitare, di nascosto, il figlio di sei mesi. All'epoca si trovava a Barletta per gli addestramenti di guerra. Con lui il cognato Angelo Del Vecchio. Giuseppina ha vissuto il resto della sua vita tra stenti e sacrifici, aiutata dalla sorella Nunzia e dai pochi famigliari in vita. Non ha mai perso la speranza di riabbracciare il marito. Allo stesso modo il figlio Matteo ha sempre sognato di poter abbracciare almeno per una volta il papà mai conosciuto.

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