RIGNANO GARGANICO. Si è riservato di decidere il giudice monocratico Labella di Foggia sul caso "Eredità Ricci" che vede contrapposti il Comune di Rignano Garganico e due anziani del paese, Andrea Villani e Antonio Demaio, curatori testamentari del compianto Giuseppe Ricci, ricco proprietario che ha donato alla popolazione rignanese un lussuoso appartamento in quel di Napoli (vendibile a circa 2 miliardi di vecchie lire, da utilizzare per una possibile casa di riposo).Villani e Demaio dovevano decidere sul bene d'intesa con il sindaco pro-tempore (in questo caso Antonio Gisoldi, eletto primo cittadino nel maggio 2007). I due hanno chiesto il sequestro preventivo del bene, ubicato come noto nella centralissima e accorsata Via Calabritto a Napoli (due appartamentini) dopo che il Comune, con più decisioni della Giunta, aveva provveduto ad affittare la casa ad un istituto bancario, senza il beneplacito dei due curatori (il giudice sarà chiamato a decidere proprio su questo punto). A difendere i due anziani l'avvocato Raffaele De Vitto del Foro di Foggia. La prima udienza era stata fissata per lo scorso 11 luglio, poi rinviata al 9 settembre 2008 per questioni di carattere formale. Successivamente l'udienza è stata rinviata al 19 settembre 2008. Villani e Demaio vogliono che vengano rispettate le volontà del defunto, così come manifestate dallo stesso in più occasioni anche davanti all’allora sindaco del paese e attuale capo-gruppo della maggioranza Michele Ciavarella. Nel testamento, a dire il vero, non si legge della casa di riposo, ma si disponeva con testamentario che “l’abitazione, sita in Napoli alla Via Calabritto 20… sia ereditata dal Comune di Rignano Garganico nella persona del sindaco pro tempore, che, assieme ai sig.ri Villani Andrea e Demaio Antonio entrambi di Rignano, potrà stabilire l’uso più appropriato ai fini sociali a favore della comunità di Rignano Garganico”. Lo stesso Ricci cedeva una ingente somma a due organizzazioni umanitarie e ambientaliste, “La Lega del Filo D’Oro” di Osimo (AN) e “Emergency” di Milano. Inoltre, con testamento lasciava al suo fedele collaboratore domestico un’Alfa Romeo e i mobili di casa, mentre ai parenti un caloroso abbraccio e saluto. Sull’argomento se ne discute in paese e fuori dal paese da diversi anni ed è stato oggetto delle due ultime campagne elettorali per la conquista di Palazzo di città. Nei prossimi giorni la decisione di Labella, che potrebbe andare a favore del primo cittadino o dei due anziani. Sono aperte le scommesse: chi vincerà?
Fonte Garganopress.net

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