RIGNANO GARGANICO. Rappresenta la grotta più importante del Paleolitico in Europa ed ora rischia di crollare. Appena qualche giorno fa, uno studio italiano diretto da Guido Barbujani, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Ferrara, e David Caramelli, dell’Università di Firenze, pubblicato sulla rivista “Plos One”, rivela che nel nostro Dna mitocondriale (mtDna) ci sono tracce del mtDna dell’Uomo di Cro-Magnon. Come dire che discendiamo da immigrati africani. La scoperta è stata possibile grazie all’esame di resti di ossa rinvenuti cinque anni fa in Puglia nella Grotta Paglicci, presso Rignano Garganico. Ma ora questo autentico tesoro, si sottolinea in un articolo pubblicato su Villaggio Globale on line (www.vglobale.it) “è tenuto dalla Puglia ancora in uno stato precario: non lo si è acquisito al patrimonio dello Stato e la parete esterna rischia di crollare. Una trascuratezza antica e vale appena ricordare le battaglie per far rientrare la Grotta Paglicci nei confini del Parco. Il Centro studi Paglicci, praticamente il vero tutore di questo sito, ha da sempre segnalato e denunciato le carenze ma, purtroppo, inascoltato”.
domenica 20 luglio 2008
ANCORA RISCHIO CROLLO PER GROTTA PAGLICCI, IL PIU' IMPORTANTE SITO PREISTORICO D'ITALIA
RIGNANO GARGANICO. Rappresenta la grotta più importante del Paleolitico in Europa ed ora rischia di crollare. Appena qualche giorno fa, uno studio italiano diretto da Guido Barbujani, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Ferrara, e David Caramelli, dell’Università di Firenze, pubblicato sulla rivista “Plos One”, rivela che nel nostro Dna mitocondriale (mtDna) ci sono tracce del mtDna dell’Uomo di Cro-Magnon. Come dire che discendiamo da immigrati africani. La scoperta è stata possibile grazie all’esame di resti di ossa rinvenuti cinque anni fa in Puglia nella Grotta Paglicci, presso Rignano Garganico. Ma ora questo autentico tesoro, si sottolinea in un articolo pubblicato su Villaggio Globale on line (www.vglobale.it) “è tenuto dalla Puglia ancora in uno stato precario: non lo si è acquisito al patrimonio dello Stato e la parete esterna rischia di crollare. Una trascuratezza antica e vale appena ricordare le battaglie per far rientrare la Grotta Paglicci nei confini del Parco. Il Centro studi Paglicci, praticamente il vero tutore di questo sito, ha da sempre segnalato e denunciato le carenze ma, purtroppo, inascoltato”.
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