martedì 6 maggio 2008

LORENZO SCARPIELLO, IL PITTORE CHE AMAVA L'AZZURRO (1920 – 1986)

Al momento solo fotografica e parziale, dato che la sua ricca produzione artistica è ‘dispersa’ presso collezioni pubbliche e private in ogni parte della Penisola. In corso la ricognizione. Spesso ogni pittore ha un suo colore preferito, per meglio esprimere e caratterizzare la propria creatività e personalità nell’arte figurativa. Lo è anche per Lorenzo Scarpiello, nelle cui tele spicca l’azzurro nelle sue diverse tonalità espressive. Ovviamente tale variabilità dipende dallo stato d’animo dell’artista, dal soggetto trattato e dal contesto scenico. Tanto premesso, sicuramente, oltre alla firma se c’è, è l’azzurro a farci riconoscere a primo achitto una sua opera. Per saperne di più su questo grande autore, ecco in sintesi un suo primo profilo biografico ed artistico, messo a punto attraverso una ricerca d’archivio e il ricordo - contributo di quanti gli furono vicini durante la sua esistenza. Lorenzo Scarpiello nasce ad Anzano di Puglia il 24 settembre 1924 da Vincenzo e Saveria Visconti, famiglia lavoratrice e di saldi principi. A sette anni rimane orfano del padre unitamente al fratello Giuseppe e alla sorella Angela. La mamma non li può mantenere. Pertanto, la sorella viene mandata in un collegio di Suore, i due fratelli presso l’orfanotrofio dei Padri Giuseppini, a Foggia. Lorenzo si fa notare subito per il suo straordinario ingegno e profitto. Tant’è che i superiori gli permettono di continuare gli studi. A diciotto anni è già maestro. Ma il giovane non fa in tempo ad ottenere l’insegnamento, perché viene chiamato alle armi. Allo scoppio della II Guerra Mondiale è al fronte. Durante le operazioni viene ferito da una scheggia al cranio, al quale viene applicata una piastrina d’argento e, per questo motivo gli viene concessa una modesta pensione di guerra, per invalidità permanente. Nel 1945, a guerra pressoché finita, il giovane Scarpiello, dopo aver ottenuto un impiego presso il Municipio del paese natale, sposa la donna della sua vita, Linda Anchino, che gli darà negli anni successivi, a distanza ravvicinata, ben sette figli al momento tutti viventi, ma sistemati in luoghi diversi, tranne la primogenita Saveria ( Vera ), che vive a Foggia. Ecco i nomi degli altri, in ordine d’età: Vincenzo, Damiano, Franco, Sergio, Maria e Virginio. Quest’ultimo, docente a Vercelli, può ritenersi a giusta ragione “figlio d’arte”, avendo ereditato dal padre la passione per la pittura e, in una certa misura, anche la tecnica e lo stile. Con la famiglia Lorenzo Scarpiello è sempre vissuto a Foggia. Prima di insegnare come Maestro elementare, lavora al Consorzio Agrario di Foggia; lavoro che lascia, perché la Madre vuole a tutti i costi che il figlio diventi un Maestro. Durante la sua attività di Docente, presso la scuola elementare G. Garibaldi prima e, negli ultimi anni, alla scuola “S. Chiara” di Foggia, e’ spesso protagonista di iniziative culturali di rilievo. Parallelamente intensifica la sua produzione artistica, conquistando, con il suo inconfondibile stile e linguaggio espressivo, un considerevole spazio nel firmamento artistico provinciale e nazionale. Lo si riscontra in alcune mostre, specie a Milano e Roma. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. Critici importanti si occupano di lui sulle più importanti riviste del settore. Compare anche sul catalogo Bolaffi. Apre l’ ultimo studio – laboratorio, nei pressi del Teatro Giordano di Foggia, ma il più importante è quello di Corso Vittorio Emanuele in Foggia, che lascia perché la palazzina viene demolita. Lorenzo dipinge soprattutto per amore dell’arte e, oltre a vendere per comprare i colori e le tele, preferisce molto spesso donare. Nei temi trattati, argomento di fondo è sempre l’uomo con le sue fatiche, i suoi bisogni e il suo dolore. Sia la natura che il paesaggio diventano scenario per i suoi personaggi. Negli ultimi anni della sua vita Lorenzo si affeziona al piccolo centro di Rignano Garganico, di cui apprezza la genuinità e ospitalità della gente, sentimenti nobili che gli ricordano l’infanzia trascorsa nel suo paese Natale. Nel centro garganico soggiorna più volte, gradito ospite di una famiglia amica. La notte del 17 ottobre del 1986 la morte, lo coglie nella casa dei suoi amici, dove nessuno si accorge dell’evento, perché egli la segue in punta di piedi, educatamente, e senza un lamento; forse per non disturbare l’altrui sonno. Nell’estate del 1986, a Rignano Garganico, il pittore è rileva animatore e protagonista in assoluto: Membro della commissione giudicatrice dell’estemporanea di pittura. Lorenzo si distingue per il suo acume critico e la predilezione per il genere naif, figurativo e paesaggistico, il “vero” e il “bello” soggettivo di crociana memoria, tanto da imporlo come unico criterio di giudizio nella scelta delle opere premiabili, sino allora giudicate secondo i canoni del metodo classico, ossia la ritrazione ‘sic et simpliciter’ della realtà da parte dell’artista. Che la figura e l’opera di Scarpiello sia nota ed apprezzata anche in vita, lo dimostra il giorno dei Funerali celebrati il 18 ottobre nella centralissima Chiesa di “Gesù e Maria”a Foggia, che, come non mai prima d’allora, registra la presenza al completo delle autorità civili, militari e religiose e la partecipazione commossa di centinaia e centinaia di cittadini ed estimatori di ogni ceto sociale. Lorenzo Scarpiello, mai dimenticato, attende ancora oggi la sua giusta collocazione nella storia artistica Nazionale.

Fonte Garganopress.net

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