
La scure dedl Piano Programmatico di Gelmini/Tremonti si rafforza ; infatti in poche settimane i comuni, le province e le regioni debbono predisporre il piano di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche . Il termine ultimo è il 30/11/2008. Il termine ultimo è fissato in modo "nascosto" in un provvedimento che apparentemente non ha nulla a che vedere con la scuola: il decreto-legge 154 - dal titolo ”Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”,
In questo decreto l'intero articolo 3 viene dedicato alla riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate. Il piano programmatico “dei tagli” prevede anche il dimensionamento della rete scolastica perché accorpare due scuole con meno di 500 alunni consente di tagliare almeno un posto di dirigente scolastico e uno di direttore dei servizi amministrativi (l'ex segretario).
All’interno dell’art. 3 si dice che le amministrazioni che dovessero risultare inadempienti, dopo appena 15 giorni, verranno "sollevate dall'incarico".
Ad occuparsene sarà lo stesso esecutivo. "Il presidente del Consiglio dei ministri - recita il provvedimento - diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica". Dopo i 15 giorni di diffida “ove le regioni e gli enti locali competenti - prosegue il provvedimento - non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad acta”. Scaricando gli eventuali oneri derivanti da tale nomina alle regioni e degli enti locali.
Le istituzioni scolastiche per continuare ad esistere dovranno avere un numero di alunni compreso fra le 500 e le 900 unità (ma la scuola deve dimostrare di essere stata in questo parametro in modo stabile negli ultimi 5 anni) ed è facile prevedere che nella provincia di Foggia verranno tagliate 34 istituzioni scolastiche, di cui 15 con meno di 300 alunni e 19 con meno di 500 alunni.
Come è facile prevedere a farne le spese saranno i piccoli comuni del Subappennino , per cui gli istituti comprensivi di Casalnuovo Monterotaro ( Casalnuovo, Casalvecchio, Castelnuovo), Chieuti ( Serracapriola), Rignano Garganico, Celenza Valfortore (Carlantino – san Marco La Catola ),
Volturino( Volturara – Motta Montecorvino), Pietramontecorvino, Orsara, Accadia ( S.Agata di P.), Anzano di P. (Monteleone) sono i candidati allo stravolgimento per risparmiare su dirigenti , d.s.g.a. e personale ata.
Le conseguenze saranno più pesanti per la sopravvivenza dei singoli plessi: nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria ciascuna classe o sezione dovrà avere almeno 15 alunni (o 12 se la scuola si trova in zone di montagna o in una piccola isola).
Le sezioni staccate della secondaria di I grado dovranno avere classi di almeno 20 alunni, mentre per le superiori il tetto sarà di 22 alunni.
E’ prevedibile che i plessi dei comuni più piccoli della nostra provincia verranno chiusi e gli alunni dovranno recarsi a scuola nei comuni viciniori, con un aggravio di spese per i comuni e con le difficoltà dell’inverno non potranno frequentare la scuola, un esempio potrebbe essere Volturara Appula che nell’a.s. 07/08 aveva 24 alunni.
Anche nelle grandi città della nostra provincia ci saranno accorpamenti con disagio per insegnanti e famiglie.
Nel citato decreto di tutto si parla ma non degli sdoppiamenti per le istituzioni scolastiche superiori a 900 alunni.
Ora più che mai riteniamo che il nostro paese
Abbia la necessità di una scuola
· - capace di buone pratiche didattiche,
· - di prendersi cura della relazione educativa,
· - di promuovere le competenze,
· - di sviluppare la cooperazione,
· - di riconoscere e incentivare la professionalità di tutto il suo personale,
· - di allacciare un dialogo positivo e rispettoso con le famiglie.